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Recensione: L’amica geniale di Elena Ferrante

di Verdiana Quattrocchi
L'amica geniale

L’amica geniale racconta di un’amicizia al femminile, quella tra Elena e Lila, dall’infanzia a Napoli e negli anni Cinquanta del secolo scorso fino ad oggi.

Titolo: L’amica geniale
Autore: Elena Ferrante
Editore: Edizioni e/o
Voto: 5/5
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Lei riteneva di fare una cosa giusta e necessaria, io mi ero dimenticata ogni buona ragione e di sicuro ero lì solo perché c’era lei. Salivamo lentamente verso il più grande dei nostri terrori di allora, andavamo ad esporci alla paura e a interrogarla.
Alla quarta rampa Lila si comportò in modo inatteso. Si fermò ad aspettarmi e quando la raggiunsi mi diede la mano. Questo gesto cambiò tutto tra noi per sempre.

La trama

L’amica geniale è il primo volume di una tetralogia scritta da Elena Ferrante, uno pseudonimo dietro al quale si nasconde una scrittrice/scrittore/gruppo di scrittori migliori che ci siano attualmente nel panorama nazionale.

È la storia di due amiche, Elena e Lila. Elena Greco e Lila Cerullo sono due bambine, poi ragazze e infine donne molto diverse. Accomunate da una periferia, quella di Napoli. Strade sporche, giardinetti polverosi e una campagna scempiata dai palazzi nuovi indicano la mancanza d’amore, quella che prima inaridisce le persone e dopo la città.

Oltre alle Famiglie Greco e Cerullo impariamo a conoscerne i Carracci, i Peluso, i Sarratore e i Solara. In particolare attorno alle ultime due famiglie nascono molte dicerie riguardanti la borsa nera e l’estorsione. Lina e Elena da piccole non capiscono cosa siano queste parole, ma sanno già che con loro non vogliono avere nulla a che fare.

La storia inizia con un prologo nel quale Elena, ora sessantenne, riceve una telefonata da Rino, il figlio di Lila che le comunica che la madre è scomparsa. Lina non solo non si trova più, ma ha deciso di far sparire ogni traccia di lei: foto, vestiti e qualunque tipo di ricordo è scomparso con lei. Elena non è sorpresa, conosce l’amica dall’infanzia e sa cosa l’ha portata a prendere questa decisione. Così inizia a scrivere tutto ciò che ricorda della vita che l’amica si era voluta lasciare alle spalle.

Vediamo chi la spunta questa volta, mi sono detta. Ho acceso il computer e ho cominciato a scrivere ogni dettaglio della nostra storia, tutto ciò che mi è rimasto in mente. (Elena)

Inizia così il racconto di questa splendida avventura, un racconto che avrà sempre un solo punto di vista: quello di Elena.

Le protagoniste

Elena e Lila frequentano la stessa scuola elementare e nel pomeriggio giocano con le uniche due bambole che hanno, Tina e Nu. A brillare a scuola con più determinazione e mono sforzo è Lila, a condurre il gioco con le bambole è sempre lei. Elena è brava, ma mi sente dieci passi dietro a Lila per questo le piace che il suo nome sia accomunato a quello dell’amica.

Ho fatto molte cose nella mia vita ma mai convinta, mi sono sempre sentita un po’ scollata dalle mie stesse azioni. Lila invece aveva la caratteristica della determinazione assoluta. (Elena)

Anche solo vedendole passeggiare diresti che Elena sia quella buona e Lila quella cattiva. La prima è una bambina con i boccoli biondi, bellina, comunica un’impressione di delicatezza che intenerisce, la seconda è secca come un’alice salata con un viso lungo, stretto alle tempie, chiuso tra due bande di capelli lisci e nerissimi. Ma è davvero così?

Agli occhi delle due ragazze l’amica geniale è l’altra. Commettono l’errore di molte donne: basano le loro azioni in funzione di una gara con l’altra. Ma la gara non può continuare se le strade non proseguono in parallelo. Al termine delle scuole elementari i percorsi delle due ragazze si dividono, sia per loro responsabilità, ma ancor più per colpa delle famiglie e di un contesto che inevitabilmente sceglie per loro.
Persino la bambina più geniale e determinata, se nasce in un contesto sbagliato crescerà nel modo sbagliato.

La mia recensione de L’amica geniale

Raramente ho letto un romanzo così perfetto sia nello stile che nella trama. Al termine della lettura, nel mio caso rilettura, non posso che avere davanti i volti di queste ragazze che mi sembra di conoscere perfettamente.

La tecnica di “partire dalla fine” Elena Ferrante l’aveva già usata in L’amore molesto, romanzo di debutto del quale puoi leggere la recensione qui.

Elena è molto brava a descriverci le emozioni e le vicende, non tralascia alcun dettaglio e non ha ormai paura di essere lei la “bambina cattiva”. Può descrivere questo rapporto schiettamente e tante volte duramente. È questo il punto di forza del libro: la verità. I rapporti di amicizia non si basano quasi mai solo sulle parole dolci e comprensive, due amiche non si comportano sempre correttamente.

Le strade che percorrono le due ragazze hanno nomi diversi: coraggio e paura. Basta seguire l’uno o l’altra e la destinazione cambia. Per una delle due Napoli sembra un porto sicuro semplicemente perché non si conosce ciò che c’è fuori. Molti parlerebbero anche di fortuna, ma non la loro maestra Oliviero che incarna perfettamente il ruolo della docente. Cerca di educarle e dargli un’altra possibilità nonostante le brusche opposizioni familiari. Ma poco si può fare se una mano tesa non viene stretta.

Ci sarebbero tante cose da dire, ma ho paura di svelare troppo di questa vicenda che va invece assaporata pagina dopo pagina. La scrittura della Ferrante non può lasciare indifferenti.

La serie tv L’amica geniale su Rai 1

La prima volta che ho letto il libro era il 2015 e ricordo i volti di Elena e Lina come se le avessi conosciute. Stasera 27 novembre, su Rai 1 andranno in onda i primi due episodi degli otto che compongono la serie tv basata su questo libro. Inutile dirti che sono già munita di plaid, libro e telecomando.

La fisionomia delle due ragazze, grazie a questa serie diretta da Saverio Costanzo, sono ormai più che noti. Se ti accingi ora per la prima volta a leggere L’amica geniale mi dispiace davvero che tu non possa immaginare i loro volti che dicono molto della loro personalità. Margherita Mazzucco e Gaia Girace, che interpretano rispettivamente Elena e Lina adolescenti, e le piccole Elisa del Genio e Ludovica Nasti, le protagoniste da piccoline, sono sicura faranno un ottimo lavoro. Dal trailer mi hanno colpito molto per la somiglianza con le immagini che si erano prefigurate nella mia testa.

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