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Recensione: Hollow city di Ransom Riggs

di Verdiana Quattrocchi

Hollow city è il secondo volume della tetralogia di Miss Peregrine scritta da Ransom Riggs. Il protagonista Jacob segue le orme del nonno Adrahm. Si trova così ad affrontare varie avventure insieme ai ragazzi Speciali dopo aver preso la decisione più importante della sua vita: seguire il cuore.

Titolo: Hollow city – il secondo volume di Miss Peregrine e la casa dei ragazzi speciali (Hollow city – the second novel of Miss Peregrine’s and the Peculiar Children)
Autore: Ransom Riggs
Editore: Rizzoli
Voto: 4/5
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In quell’istante mi resi conto che stavo ripercorrendo fin troppo le norme del nonno. Sotto molti aspetti stavo vivendo la sua vita. E un giorno, probabilmente, avrei abbassato la guardia, vecchio, stanco e distratto, e sarei morto proprio come lui.

La trama

Nel primo capitolo di questa tetralogia (Miss Peregrine – la casa dei ragazzi Speciali, per leggere la recensione clicca qui) l’adolescente Jacob incontra i ragazzi Speciali e la loro tutrice, Miss Peregrine. Le fotografie in bianco e nero, che ha sempre visto a casa del nonno, acquistano così dei volti e dei “poteri” reali.

In questo secondo volume, Hollow City, vediamo come Jacob e i ragazzi Speciali se la cavano senza la loro amata Miss Peregrine, costretta da uno Spettro a rimanere intrappolata nel corpo del falco pellegrino nel quale era solita trasformarsi. I ragazzi viaggeranno in diversi anelli temporali spinti dalla paura di non poter più riabbracciare la loro tutrice. Saranno guidati dallo stesso uccello e protetti da Jacob che, come il nonno, scopre di poter vedere e sentire gli spiriti Vacui e gli Spettri, mostri malvagi che una volta erano ragazzi speciali.

La mia recensione di Hollow city

Una volta terminato il primo volume, Miss Peregrine, non potevo che iniziare il secondo e, come scoprirai da questa recensione, non vedo l’ora di iniziare il terzo (La biblioteca delle anime)! Trovo che il libro sia molto scorrevole e piacevole. La moltitudine di personaggi con poteri e caratteristiche così particolari fanno chiudere un occhio sugli errori e i pochi approfondimenti della trama.

In Hollow city impariamo a conoscere meglio i nostri piccoli protagonisti. Ransom Riggs, che nel primo volume si limita a descriverci le loro abilità, qui ci racconta come ci convivono. Come succede spesso, sono i personaggi secondari ad oscurare i principali. In particolare, ho amato la dolcezza di Olive (la bambina leggera più dell’aria) e la forza, non solo fisica, di Bronwyn (una ragazza con una forza fuori da comune). Jacob lo trovo un ragazzo troppo avventato, prende delle scelte sulla base dell’istinto. È l’unico tra i ragazzi ad avere esattamente l’età che dimostra. Gli altri, se non fossero rimasti intrappolati nell’anello temporale, sarebbero morti da tempo. Il fatto che abbiano le sembianze di ragazzi non vuol dire che lo siano davvero. Emma, ad esempio, seppur sembri coetanea di Jacob, è molto più assennata e in grado di essere la leader di un gruppo ormai lasciato a sé stesso.

In questa seconda avventura il gruppo si arricchisce di nuove conoscenze “Speciali” non solo umane. Gli animali Speciali che incontriamo contribuiscono ad arricchire il mondo magico immaginato da R. Riggs.

Ci sono però dei punti poco chiari nella trama. Il colpo di scena finale, ad esempio, non mi ha convinta per nulla. I ragazzi Speciali si sarebbero dovuti accorgere da tempo che chi avevano davanti non era chi pensavano che fosse. Sono rimasta sorpresa da ciò che succede, ma semplicemente per il fatto che gli elementi che da lo scrittore sono insufficienti per capirlo. È come trovarsi di fronte ad un’enigma che nessuno vuole farti scoprire.

I genitori di Jacob sono i personaggi che mi lasciano più perplessa. I loro pochi interventi solo sempre superflui, e per quanto sono banali fanno sembrare il figlio adolescente molto più maturo di quello che in effetti è. Il rovesciamento dei personaggi “adulti” e “piccoli” risulta poco credibile e fraintendibile da un pubblico troppo giovane.

A fare la differenza è l’edizione cartacea, il libro letto in digitale perde molto del suo fascino. L’esperienza di lettura è coadiuvata da un’interessante scelta grafica. Le foto d’epoca aiutano a fissare nella mente le fattezze dei personaggi e, insieme alle pagine spesse color seppia, catapultano il lettore direttamente agli anni ’40 (in cui si svolge parte della vicenda). I nuovi Speciali che incontriamo sono ben caratterizzati e hanno poteri ancora più interessanti dei ragazzi di Miss Peregrine incontrati nel primo volume.

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