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Recensione: Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino

di Verdiana Quattrocchi

Se una notte d’inverno un viaggiatore è la storia di un Lettore e di una Lettrice alle prese con dieci storie diverse di cui non riescono mai a leggerne la fine.

Titolo: Se una notte d’inverno un viaggiatore
Autore: Italo Calvino
Editore: Einaudi
Pagine: 261 p.
Voto: 3/5
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Mi piacciono i romanzi da leggere dal principio alla fine. Ma da un po’ di tempo in qua tutto mi va per storto: mi sembra che ormai al mondo esistano storie che restano in sospeso e si perdono per strada.

La trama

Il romanzo inizia con uno scenario caro a molti romanzi: una stazione ferroviaria. Non si può sapere se l’epilogo avrà risvolti simili al classico di Tolstoj, Anna Karenina, in quando non si arriverà a leggerne la fine. Ecco davanti a noi un Lettore,  ha letto una trentina di pagine e si sta appassionando alla vicenda. Ma cosa succede dopo pagina 32? Le frasi iniziano a sembrare già lette perché non suonano affatto nuove….dopo pagina 32 si torna a pagina 17!

I libri sono fatti di sedicesimi e Se una notte d’inverno un viaggiatore sembra fatto di sedicesimi ripetuti. Per un errore tipografico il Lettore è costretto a leggere sempre e solo l’incipit del libro. A questo punto ci sono solo due scelte da prendere: o scagliare il libro contro il pavimento o restituirlo al librario. Il Lettore opta per la seconda opzione. A quanto pare diverse copie di questo libro risultano “difettose”, oltre alla sua, anche quella di una Lettrice. Ecco dunque che la Lettrice fa il suo felice ingresso nel suo campo visivo. I libri, si sa, sono un buon argomento con il quale iniziare una conversazione e la loro lettura un pretesto per scambiarsi i numeri.
È così che inizia l’avventura dei nostri protagonisti la cui sfortuna di trovare libri “difettosi” non si fermerà qua.

Italo Calvino si “serve” del Lettore e della Lettrice per indagare sull’importanza della lettura e sul ruolo che hanno lettore e scrittore. Se una notte d’inverno un viaggiatore, proponendo dieci incipit di storie diverse, denuncia l’impossibilità di giungere alla conoscenza della realtà facendo in modo che nessuna storia giunga realmente a termine.

La narrativa breve di Calvino

Se si considera che Italo Calvino ha scritto circa 200 racconti ininterrottamente lungo i quarant’anni della sua carriera letteraria, forse iniziare da un romanzo non è stata la scelta migliore che potessi fare.  Il romanzo è un genere con il quale l’autore ha intrattenuto rapporti controversi e controverso è stato anche il mio rapporto con questa lettura.

Quando ho preso in mano il libro ho seguito alla lettera tutti i passaggi descritti nel primo capitolo. Ho allontanato da me ogni pensiero, mi sono accomodata sulla poltrona assicurandomi di non essere disturbata e ho regolato la luce in modo da non stancare la vista. Sono stata colta, come previsto anche dall’autore, da un senso di disorientamento andando avanti con la lettura. Ho sperato che questa sensazione mi abbandonasse, ma non è stato così.

La mia recensione di Se una notte d’inverno un viaggiatore

Con le storie dal finale aperto o con le storie brevi ho sempre avuto problemi. Non riesco ad affezionarmi ai personaggi e non sopporto non arrivare alla verità. La mia recensione ti sembrerà contraddittoria, ma questo libro lo trovo geniale nonostante la sua lettura non sia stata sempre piacevole.

Ma poi prosegui e t’accorgi che il libro si fa leggere comunque, indipendentemente da quel che t’aspettavi dall’autore, è il libro in se che ti incuriosisce, anzi a pensarci bene preferisci che sia così, trovarti di fronte a qualcosa che ancora non sai bene cos’è.

In un libro di circa 250 pagine, tolte quelle dedicate al Lettore e alla Lettrice, rimangono circa quindici per ciascuna storia, capisci bene quanto sia poco per prendere contezza di ciò che succede. Troppa carne al fuoco è quella che mette Calvino e a un lettore a volte troppo veloce quale sono io è troppa da digerire.

Se cerchi una lettura leggera prima di andare a dormire, questo libro non fa per te. Se cerchi, invece, di approcciarti seriamente ad uno dei più importanti autori italiani dello scorso secolo questo forse non è il libro migliore con il quale iniziare, ma ti consiglio comunque di iniziare.

In un primo momento mi sono detta: no, Italo Calvino non fa per me. Ma, arrivata alla fine, ho già segnato altri titoli (Il barone rampante, Gli amori difficili, Lezioni americane) con il quale invece approfondirlo. Credo che la sensazione di incompiutezza, come una sorta di freno che ti ricorda che la nostra ragione non può spingersi oltre, sia voluta e assolutamente ben riuscita.

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