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Recensione: la biblioteca delle anime di Ransom Riggs

di Verdiana Quattrocchi

La biblioteca delle anime è il terzo volume della tetralogia di Miss Peregrine scritta da Ransom Riggs. Continuano le peripezie del sedicenne Jacob, ormai diviso in una doppia vita, tra il mondo degli speciali e quello della sua famiglia. Un’ambivalenza che lo porterà ad interrogarsi su chi sia veramente.

Titolo: La biblioteca delle anime – il secondo volume di Miss Peregrine e la casa dei ragazzi speciali (Library of souls – the third novel of Miss Peregrine’s and the Peculiar Children)
Autore: Ransom Riggs
Editore: Rizzoli
Voto: 5/5
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Le recensioni dei precedenti due volumi:
vol. 1 – Miss Peregrine e vol. 2 – Hollow city

Nel corso della nostra vita, individuiamo molto presto i talenti di cui disponiamo e ci concentriamo su quelli a scapito degli altri. Non è che non esistano altre possibilità; è che non lo coltiviamo.

La trama

Non ero soltanto uno di loro. Ero anche il figlio dei miei genitori. […] Il problema era che ne volevo troppe. Volevo vivere entrambe le vite. Volevo due cittadinanze. Volevo essere Speciale, e imparare tutto quello che c’era da imparare sul mondo degli Speciali, […] Ma volevo anche fare tutte le cose stupide e normali che fanno gli adolescenti. Volevo prendere la patente. Avere un amico della mia età. Finire le superiori.

Nei primi due capitoli di questa saga Jacob ha vissuto una serie di peripezie insieme ai ragazzi speciali. In questa nuova avventura si ritrova da solo con Emma Bloom, la ragazza in grado di maneggiare il fuoco e alla quale è particolarmente legato e ad uno speciale…a quattro zampe.

È un capitolo di grandi rivelazioni, sul mondo terreno degli speciali e non. Se infatti ti sei sempre domandato dove vadano le loro anime, in questo volume troverai la risposta.

La mia recensione de La biblioteca delle anime

Se hai già letto le recensioni dei primi due volumi (in caso contrario puoi recuperarle ai seguenti link: vol. 1 – Miss Peregrine e vol. 2 – Hollow city) saprai quanto io ami questa saga.

Dopo l’amaro in bocca rimasto dalla conclusione incerta del secondo volume, Hollow city,  nel terzo lo scrittore si è ripreso alla grande. Fortunatamente Ransom Riggs abbandona i repentini cambi di ambientazione, che rendono talvolta la storia difficile da seguire, concentrandosi invece sulle descrizioni e sui personaggi. La narrazione è convincente dall’inizio alla fine, i colpi di scena sono ben dosati e credibili. Le atmosfere, già molto cupe, vengono qui accentuate da un’ambientazione molto simile a quella di Nocturne Alley di Harry Potter. L’introspezione dei personaggi è approfondita e si affrontano temi nuovi e se ne approfondiscono altri. Capiamo, ad esempio, perché il nonno di Jacob, Adram, abbia abbandonato i suoi amici e qualcosa in più sulla vita personale di Miss Peregrine.

Nocturne Alley

Nocturne Alley

Ransom Riggs affronta il problema della geografia, spiegando come gli Speciali si siano frantumati, per motivi geografici, in centinaia di sotto unità, indebolite per il rischio di invecchiare in fretta nel corso del lungo viaggio. Un libro che, come i precedenti, ha un forte potere educativo perché, seppur i ragazzi abbiano una guida, quella delle ymbryne (le tutrici tra cui Miss Peregrine), vengono sempre lasciati liberi di scegliere. Sarebbe riduttivo dire che siamo di fronte ad un libro che parla di amicizia, questo è un libro sull’amicizia, quella autentica, libera dai meccanismi dei social e che ti fa maturare confrontandoti in un gruppo di pari.

Accettai, naturalmente. Avrei risposto di si a praticamente tutto se solo pensavo che sarebbe servito a liberare i nostri amici.

Unica pecca (inaspettata) è dovuta a qualche refuso, come mancanza di parole accentate, presenti nel testo. Nei precedenti due volumi non avevo riscontrato alcun problema del genere, anzi, l’edizione cartacea aggiungeva pregio al libro.

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