Home Libri Recensione: 1984 di George Orwell. L’integrità mentale non ha alcun rapporto con la statistica.

Recensione: 1984 di George Orwell. L’integrità mentale non ha alcun rapporto con la statistica.

di Verdiana Quattrocchi

E’ il 1948 l’anno in cui George Orwell immagina un mondo del futuro. Ribalta le ultime due cifre e ci mostra un 19-84 governato dal Grande Fratello (Big Brother, letteralmente “Fratello maggiore”) dando vita alla distopia più famosa al mondo.

Titolo: 1984
Autore: George Orwell
Editore: Mondadori
Pagine: 305 p., appendice 13 p.
Voto: 5/5
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La trama di 1984

Winston Smith vive in Oceania, uno de tre super stati, insieme all’Eurasia e l’Estasia, in cui è diviso il mondo. Tutto attorno a lui è freddo, non ha né colore né sapore. La neolingua sta soppiantando la vecchia. Giorno dopo giorno si riduce il linguaggio all’osso. Il 4 aprile del 1984 Winston ha trentanove anni, lavora al Ministero della verità del Partito e l’Oceania è in guerra con l’Eurasia e alleata con Estasia. Ma domani sarà ancora così? E quello che ricorda  Winston è davvero accaduto? Se lo dice il Grande Fratello allora si. A governare è questo grande “occhio”, un teleschermo che lo guarda mentre dorme, mentre cucina, mentre lavora, mentre vive, chiamato proprio il Grande Fratello.

È lui che stabilisce quel che è vero. Se adesso una cosa esiste allora è esistita da sempre e per sempre, o almeno fin quando lo stabilirà lui.

I documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera. “Chi controlla il passato” diceva lo slogan del Partito “controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato”.

Mettersi a fantasticare nel proprio appartamento o in un luogo pubblico è rischioso e tacciabile di voltoreato. Uno dei tantissimi teleschermi di cui si serviva poteva notare il particolare più insignificante. Il controllo sulla mente che esercita il Grande Fratello arriva a fargli dubitare persino dell’esistenza di oggetti di uso comune. Le cose che cambiano da un giorno all’altro sono innumerevoli: i numeri della lotteria, si disconosce il significato di “pinta”, scompaiono oggetti di diverso genere come le lamette da barba.

In linea di principio un membro del Partito non aveva tempo libero e non era mai solo, a eccezione di quando dormiva.

Se pensare è un atto di ribellione contro il Grande Fratello, lo è anche mostrare un sentimento, figuriamoci se si tratta di amare. Quando Winston incontra Julia trova il coraggio di fare quello che fin’ora aveva solo pensato e scritto su un quaderno: essere libero.

Un pazzo è una minoranza formata da una sola persona

Il ritardo nello scrivere la recensione di 1984 è dovuto al timore reverenziale che provo dei confronti di un genio della letteratura qual è George Orwell. Mi ha conquistato con La fattoria degli animali e mi invoglia a leggere ancora molto altro, a partire da Fiorirà l’aspidistra.

George Orwell dice la verità, ha la capacità di farti immergere in un mondo nel quale non vorresti mai trovarti, eppure, una volta chiuso il libro, ti domandi se non ci sei già dentro e non te ne sia mai accorto. Quante volte si è discusso sulla veridicità dei testi storici? Celebre è la frase: la storia la scrivono i vincitori. Winston pensa di essere pazzo ogni volta che si affastellano ricordi contrastanti nella sua testa. Vive un continuo dualismo tra quello che pensa essere vero e quello che il Grande Fratello dice essere vero. Fino ad arrivare alla tortura fisica e psicologica che terminerà solo quando Winston dirà che 2+2= 5. Si risolverà solo quando darà per certa una verità che gli viene data all’alto e, fino a nuovo ordine, è quella. Nelle varie edizioni si è dato un risultato diverso che per forza di cose implica anche un finale diverso.

Tu pensi che la realtà sia qualcosa di oggettivo, di esterno, qualcosa che abbia un’esistenza autonoma. Credi anche che la natura della realtà sia di per se stessa evidente. Quando inganni te stesso e pensi di vedere qualcosa tu presumi che tutti gli altri vedano quello che vedi tu. Ma io ti dico, Winston, che la realtà non è qualcosa di esterno, la realtà esiste solo nella mente, in nessun altro luogo. Non nella mente individuale, che è soggetta ad errare ed è comunque imperitura, ma bensì in quella del Partito che è collettiva e immortale.

1984 – un libro da studiare

Ho intrapreso la lettura di 1984 in periodo estivo per un gruppo di lettura. Mai periodo fu più sbagliato. Non è un libro da intrattenimento, ma un vero e proprio libro da studiare. Mi sono trovata meglio a leggero seduta alla scrivania, in modo da segnare appunti e spunti di riflessione. Il più grande rallentamento nella lettura, e di conseguenza nella stesura della recensione, sono state le pagine a partire dalla 208. Winston trova un libro “rivelatore” che spiega la struttura del Partito e la nascita della neolingua. Pagine evidenziate con una scrittura più piccola e a mio parere poco scorrevoli e paradossalmente poco esaustive.

La traduzione di Stefano Manferlotti non posso dire, non avendo letto il testo originale, se aggiunga o restituisca parole ricercate e di uso non comune (es. truismo), che io ho molto apprezzato.

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1 commento

Recensione: Fiorirà l'aspidistra di George Orwell - La povertà è una forma di alitosi spirituale. · Bully Books 17 Settembre 2019 - 19:00

[…] hanno inizio molto prima del 1949, anno in cui pubblica 1984 (se vuoi leggere la mia recensione vai qui). Già nel 1936, con Fiorirà l’aspidistra, ci fornisce una perfetta descrizione del mondo […]

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