Home Libri Recensione: Fiorirà l’aspidistra di George Orwell – La povertà è una forma di alitosi spirituale.

Recensione: Fiorirà l’aspidistra di George Orwell – La povertà è una forma di alitosi spirituale.

di Verdiana Quattrocchi
Fiorirà l'aspidistra

In Fiorirà l’aspidistra un giovane poeta dichiara guerra ai quattrini e alla società intrisa di meschinità.

Titolo: Fiorirà l’aspidistra (Keep the Aspidistra Flying)
Autore: George Orwell
Editore: Mondadori
Pagine: 318 p.
Voto: 5/5
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Vivere solo per settimane di seguito, perché quando non hai quattrini non hai amici. Crederti uno scrittore e non riuscire mai a produrre qualcosa perché sei troppo infelice e depresso per scrivere. È una specie di lurido sub – pianeta quello in cui vivi. Una specie di fogna spirituale.

La trama

Gordon Comstock è un ventinovenne che vive nella Londra degli anni ’30. Uno spiantato direbbe la società, un poeta direbbe lui. È nella posizione di colui che vuole rinunciare ad un lavoro, ma non potrebbe, eppure decide di farlo lo stesso. Non è nel settore pubblicitario e, in particolare, non è dietro una scrivania che vuole trascorrere le sue giornate, ma a contatto con i libri. Librerie, biblioteche, libri vecchi e libri nuovi sono il suo habitat naturale. In quale altro posto potrebbe trovare l’ispirazione per i suoi versi? Eppure c’è sempre un unico fattore da tenere conto: i quattrini, sempre loro, i dannati quattrini!

La mancanza di quattrini significa disagio fisico e morale, significa squallide preoccupazioni, significa mancanza di tabacco, significa coscienza onnipresente del proprio fallimento, sopratutto significa solitudine.

La battaglia di Gordon è contro la società che vuole farti lavorare per lei, guidato dal dio denaro e non dalle proprie ambizioni, e farti vivere in una casa dignitosa con un’aspidistra – una pianta ornamentale – alla finestra. Ma per Gordon l’aspidistra costituisce il simbolo di un mondo che detesta: l’opaca rispettabilità borghese, il conformismo, la meschina aspirazione al benessere materiale come fine ultimo nella vita.

Aspidistra

Aspidistra Elatior – cresce là dove altre piante non potrebbero sopravvivere per mancanza di luce o per scarsa umidità. Per quanto trascurata o dimenticata, sopravvive.

Gordon aveva una specie di segreta contesa con l’aspidistra. Più di una volta aveva tentato di ucciderla; lasciandola morire di sete, schiacciando mozziconi di sigaretta accesa contro il fusto, mescolando perfino del sale alla terra del vaso. Ma le tremende creature sono praticamente immortali.

La mia recensione di Fiorirà l’aspidistra

Leggendo questo libro mi sono resa conto che le qualità visionarie di George Orwell hanno inizio molto prima del 1949, anno in cui pubblica 1984 (se vuoi leggere la mia recensione vai qui). Già nel 1936, con Fiorirà l’aspidistra, ci fornisce una perfetta descrizione del mondo attuale attraverso la metafora della vittoria del denaro sugli ideali.

Fiorirà l’aspidistra è erroneamente considerato un suo romanzo secondario.  Non è una distopia come 1984 né un’allegoria come La fattoria degli animali, qui siamo nel campo del reale, parlando del sistema capitalistico al quale Gordon non vuole piegarsi. Con la lettura di questo terzo libro posso dire che Orwell, finora, sia stato l’unico scrittore del quale abbia amato ogni opera.

La trama, come hai notato, è molto semplice, copre un arco temporale abbastanza breve e risulta chiara e lineare, nessun flash back, ma solo specifiche su personaggi secondari al fine di capire meglio i principali. È interamente basata sulla vita di Gordon, sulla monotonia e ripetitività di alcuni gesti (il suo toccare continuamente i pochi spiccioli che ha in tasca), sulle sue scelte, quasi sempre, diametralmente opposte ai consigli che gli vengono dati e sulle sue relazioni interpersonali sempre mediate dall’incubo di non avere abbastanza soldi.

Attorno a Gordon si muovono pochi, ma significativi personaggi: la devota sorella Julia, la fidanzata Rosemary e l’amico Raveston. Ognuno di loro è ben caratterizzato, ogni frase che pronunciano è ben accompagnata da gestualità, tono e intenzioni. Orwell è un anche qui un narratore onnisciente che ci guida fra i pensieri di ognuno. Non mancano i datori di lavoro che meglio rappresentano la controparte dell’uomo spiantato e sfruttato: uomini speculativi con particolare fiuto per i loro affari.

Consiglio questo libro a tutti coloro che amano riflettere sulle dinamiche della società che ci circonda e che vogliono guardare le proprie scelte, di vita e lavorative, sotto un’altra luce.

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