Home Libri La strada. La post-apocalisse raccontata da McCarthy

La strada. La post-apocalisse raccontata da McCarthy

di Verdiana Quattrocchi

Un uomo ed un bambino viaggiano attraverso un mondo ridotto in cenere in direzione dell’oceano, dove forse i raggi di un sole ormai livido cederanno un po’ di tepore e qualche barlume di vita.

Titolo: La strada (The road)
Autore: Cormac McCarthy
Editore: Einaudi
Pagine: 218 p.
Voto: 4/5
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Ce la caveremo, vero, papà?
Si. Ce la caveremo.
E non succederà niente di male.
Esatto.
Perché noi portiamo il fuoco.
Si. Perché noi portiamo il fuoco.

La trama

Nel libro con cui  vinse il Premio Pulizer per la narrativa nel 2007, Cormac McCarthy descrive mirabilmente un viaggio percorso da un padre e da un figlio, rimasti soli dopo la scomparsa della mamma. Viaggiano diretti verso sud, non a bordo di un auto o di un treno, ma con la sola forza delle loro membra, due zaini in spalla, un carrello per trasportare le loro (poche) cose, ed una pistola. Il mondo che descrive McCarthy non ha colore, ma solo le sfumature del grigio e del nero tipiche di una devastazione. L’immagine di copertina anticipa le descrizioni del libro: circa dieci anni prima il mondo è stato distrutto da un’apocalisse nucleare che lo ha trasformato in un luogo buio, freddo, senza vita, abitato da bande di disperati e predoni.

Notti più buie del buio e giorni uno più grigio di quello appena passato. Come l’inizio di un freddo glaucoma che offuscava il mondo.

Dei nomi dei protagonisti si sa tanto quanto le cause che hanno portato a questo nuovo assetto del mondo: nulla. Il cibo è poco e devono periodicamente avventurarsi tra le macerie a cercare qualcosa da mangiare. La loro sfida giornaliera è infatti sopravvivere. Sopravvivere alla fame, alla sete, alle intemperie e…al cannibalismo. Loro rappresentano i buoni, coloro che il dolore e le difficoltà non hanno piegato e ridotto allo stato di bestie che lottano contro gli altri per sopravvivere. La strada li condurrà al mare, ma ciò che troveranno sarà una distesa d’acqua grigia, senza neppure l’odore salmastro.

La mia recensione

E’ difficile parlare di un nome come Cormac McCarthy senza rischiare di dire inesattezze o risultare superficiali. Perciò mi limiterò a parlare di quello che il libro mi ha suscitato emotivamente.

Il bambino protagonista della vicenda può davvero essere paragonato ad un fiore che cresce in una landa landa desolata. Non conosce amore se non quello del padre e qualche ricordo di quello della madre, non conosce il mondo precedente, non ha mai bevuto una bibita gassata, non ha mai visto altri bambini. Ma è un bambino che dentro di se sa chi sono i buoni e chi sono i cattivi, è la voce della coscienza del padre a cui giornalmente chiede: siamo noi i buoi? Più per ricordarlo al padre anziché a se stesso.

Se uno non mantiene le promesse piccole va a finire che non mantiene neanche quelle grandi. Me l’hai detto tu.
Lo so. Ma vedrai che io le mantengo.

Con le premesse di un mondo che lentamente muore, senza elettricità, piante ed animali, e in cui la specie umana, ultima sopravvissuta, preferisce uccidersi a vicenda anziché collaborare, il lettore non potrebbe che aspettarsi tristezza e pesantezza. Invece è proprio in un libro come La strada che, secondo me, si trova la speranza.

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2 commenti

3 film da premio…Pulitzer! • Bully Books 26 Maggio 2018 - 16:42

[…] ho letto il romanzo post-apocalittico La strada di Cormac McCarthy, immaginavo l’espressione sofferente di Viggo Mortensen e il volto, […]

Reply
Sconti Einaudi 2018 - i 5 libri che non mi sono fatta sfuggire! · Bully Books 2 Ottobre 2018 - 21:46

[…] “La strada” di Cormac McCarthy […]

Reply

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