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3 film da premio…Pulitzer!

di Verdiana Quattrocchi

Se la penna di Cormac Mc Carthy ti ha appassionato e se vuoi sapere semplicemente cosa c’entra il Premio Pulitzer 2009 con il cinema sei nel posto giusto.

Quando ho letto il romanzo post-apocalittico La strada di Cormac McCarthy, immaginavo l’espressione sofferente di Viggo Mortensen e il volto, nonostante tutto, angelico di Charlize Theron. Mi ripromisi che una volta terminato il libro avrei subito visto il film, The Road di John Hillcoat.
Così ho scoperto che dietro lo scrittore c’era anche uno sceneggiatore.

Oggi vi vorrei parlare dei tre film che ho visto dopo aver letto, ed amato, La Strada.

The Road (intraducibile in italiano per non confonderlo con il film di Fellini)

 Gli orologi si erano fermati all’1:17, il cielo trapassato da una luce abbagliante, poi una serie di scosse profonde. Credo sia ottobre, ma non ne ho la certezza, sono anni che non ho un calendario. Ogni giorno è più grigio del precedente. Fa freddo, e il freddo aumenta man mano che il mondo lentamente muore. Non sono sopravvissuti animali, le coltivazioni sono da tempo sparite, presto tutti gli alberi del mondo cadranno. Le strade sono popolate da profughi che trascinano carrelli e bande di uomini armati, in cerca di carburante e cibo. Nel giro di un anno erano comparse sulle creste delle montagne roghi e macabre litanie allucinate. Era arrivato il cannibalismo. Il cannibalismo è la grande paura. La mia maggiore preoccupazione è il cibo, sempre il cibo. Il cibo, il freddo e le nostre scarpe. A volte racconto al bambino vecchie storie di coraggio, giustizia, ormai così difficili da ricordare. L’unica cosa che so è che il bambino è la mia garanzia, e se non è lui il verbo di Dio, allora Dio non ha mai parlato.

Con questo monologo Viggo Mortensen ci introduce nei pensieri e nelle preoccupazioni di un padre che vaga con il figlio negli Stati Uniti, ormai devastati da una catastrofe apocalittica. Loro sono i profughi che trascinano carrelli, sono coloro che portano il fuoco, loro sono i buoni. Non si può ridurre la trama ad una mera lotta alla sopravvivenza, la vera battaglia è con sé stessi, per non permettere alla propria anima di diventare una landa desolata che rispecchia ciò che c’è attorno. Questo padre, di cui non si conosce il nome, non si arrende di fronte a nulla, non si lascia sopraffare neppure dai ricordi della moglie, interpretata da Charlize Theron, che gli appare nei sogni, gli unici momenti in cui le immagini assumono colori caldi di un amore che non ha superato la paura.

Il film rispecchia perfettamente il romanzo accentuando gli aspetti più cruenti come le scene di cannibalismo, ma non cogliendo a pieno la profondità insita nei dialoghi del romanzo.
Il film, senza il romanzo, è solo un’ora di tempo passata nell’angoscia.
Vedere il film, dopo aver letto il libro, è un’accentuazione dei colori e delle immagine che ci regalano le pagine di McCarthy.

Non è un paese per vecchi (No country for old man)

Il film, diretto dai fratelli Coen, ha ottenuto 12 candidature e vinto 4 Premi Oscar: miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista.
E’ tratto dell’omonimo romanzo di Mc Carthy del 2005.

Nel Texas degli anni ’80, Javier Bardem, il cui caschetto e sguardo gelido sono diventati iconici, interpreta uno spietato killer Anton Chigurh. Lui, ed altri cacciatori senza scrupoli, sono alla ricerca di Llewelyn Moss (Josh Brolin), un saldatore texano reduce dalla guerra del Vietnam. E’ accusato di aver sottratto un’ingente somma di denaro abbandonata a seguito di un regolamento di conti tra bande locali per una partita di droga. Contemporaneamente lo sceriffo Ed Tom Bell (Tommy Lee Jones) si mette sulle tracce di Moss, sperando di ritrovarlo per primo, in modo da aiutarlo a sfuggire ad un destino mortale.

Il procuratore (The concelour)

Se vai avanti per la strada che hai appena imboccato, arriverà il momento in cui sarai costretto a fare scelte morali che ti stupiranno profondamente, e succederà senza che te ne accorga.

Il procuratore non è una trasposizione cinematografica di un libro, ma un film nato dalla sceneggiatura di McCarthy e della regia di Ridley Scott.

Michael Fassbender interpreta un avvocato di successo che decide di accettare la proposta di un suo vecchio cliente, Reiner, un Javier Bardem non nella sua forma migliore, affiliato alla malavita messicana.  Nonostante venga messo in guardia della difficoltà dell’operazione, il nostro avvocato non avrà remore a prendere parte all’operazione, forse sottovalutandone le eventuali complicazioni, forse per dare un futuro ancora più roseo alla fidanzata Laura (Penélope Cruz).
Alla delicatezza e ingenuità di quest’ultima, si contrappone la furbizia di Malkina (Cameron Diaz), il cui carattere e tatuaggi ricordano quello delle tigri che tiene come animali domestici.

Quando si parla di Mc Carthy, non c’è quasi mai il lieto fine, e questo film non fa eccezione. 

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