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Un libro da leggere in primavera. Margherita Dolcevita

di Verdiana Quattrocchi

A Margherita Dolcevita le bastano un cuore difettoso e qualche chilo in più per aggiungere sale e ironia alla sua naturale intelligenza delle cose.

Titolo: Margherita Dolcevita
Autore: Stefano Benni
Editore: Feltrinelli
Pagine: 206, brossura
Voto: 4/5
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La trama

Io che sono una bambina in scadenza, penso:

– che i grandi non hanno più nulla da insegnarci;

– che sarebbe meglio se noi prendessimo le decisioni, e i temi scolastici contro la guerra li scrivessero loro;

– che dovrebbero smettere di fare i film dove la giustizia trionfa e farla trionfare subito all’uscita del cinema.

A parlare è una bambina di quindici anni, Margherita Dolcevita, dai capelli biondi simili ad una piantagione di fusilli, occhi azzurri, un po’ in sovrappeso e con un debole per Anthony Hopkins. La sua specialità sono le poesie brutte, a suo parere è più difficile trovare in giro poesie brutte anziché belle…mia dolce Margherita, evidentemente nel 2012 ancora non erano in auge le poesie su i post-it…

Ho comprato questo libro al mercatino dell’usato. Abbastanza nuovo e con una copertina raffigurante una bambina immersa nel verde, mi ha suggerito di portarlo con me. Così ho adottato Margherita Dolcevita. È stata la rescue migliore che potessi fare.

Fin dalle prime pagine si capisce che si ha di fronte qualcosa di nuovo, di innovativo, di straordinariamente esilarante. Il racconto ci viene narrato da questa simpatica bambina, un connubio perfetto tra bizzarria e determinazione:

Ballo bene, nonostante i chiletti e un lieve difetto cardiaco. Invento anche i passi, perché mi piace ballare in mezzo agli altri ma voglio essere unica

che ha come contorno una famiglia altrettanto particolare.
Il papà Fausto, metereopatico, pensionato e avvocato difensore degli oggetti.

Ha arruolato duemila capelli che vivevano vicino all’orecchio sinistro e li ha costretti a emigrare nel deserto dell’emisfero destro, formando una sciarpa di peli che appiccica al cranio con un’overdose di brillantina.

La mamma Emma, religiosa, buona e larmotossica (non può stare a lungo senza piangere). In una parte del libro mi ha ricordato Ellen Burstyn nel film Requiem for a dream.
Il fratello maggiore Giacinto, diciottenne robusto, infestato da brufoli e affetto da quello che Margherita chiama “polentopandismo”: mangia come una betoniera, tanto da supporre che potrebbe mangiare polenta e panda anche se fosse l’ultimo esemplare al mondo.
Il fratello minore Erminio, detto Eraclito ha dodici anni ed è un genietto rompipalle simpatico terrorizzante.

Ha preso un cucù e ha montato l’uccello al contrario, così invece di spuntar fuori tira delle gran craniate. Dice che, se riuscisse a perfezionare la sua invenzione, potrebbe alzarsi alle nove per andare a scuola alle otto.

Il nonno Socrate, vive in soffitta terrorizzato dalla paura di morire avvelenato tanto da mitrizzarsi, abitua l’organismo ai veleni ingerendone piccole quantità mangiando yogurt scaduti o formaggi marci.
Il cagnolino Pisolo, recuperato da un cassonetto della spazzatura, un patchwork di più razze e narcolettico.

La mia recensione

Per quanto mi riguarda il racconto poteva anche fermarsi alle avventure giornaliere di questa famiglia, Stefano Benni riesce a trasformare un pranzo in famiglia in un racconto ricco di ilarità come non avevo mai visto fare. Ma in realtà siamo solo alle prime venti pagine e di cose ne devono succedere. A scombussolare la tranquilla famiglia è l’arrivo dei nuovi vicini di casa, i Del Bene e la loro nuova abitazione, un cubo gigantesco di vetro nero simile al deposito dei dollari di Zio Paperone. E in effetti ai Del Bene i soldi non mancano, come del resto, una grande quantità di segreti.

Vedremo come i soldi, l’innovazione e le buone maniere possono ingannare a influenzare i modi di pensare. Bisogna avere una forte personalità per continuare a guardare le stelle nel cielo anziché la televisione, a mangiare prodotti genuini anziché preconfezionati, a dare più importanza alla sostanza anziché all’apparenza. Stefano Benni da a Margherita l’arduo compito di riportare la normalità in casa propria e ad un personaggio misterioso, conosciuto come la Bambina di Polvere, di ribellarsi in nome di quella natura sempre più violata dalla prepotenza dell’uomo.

Ringraziamenti

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Un grazie va al negozio Just Gold Fashion Store – Reggio Calabria che ci ha permesso di realizzare le foto al suo interno, mettendomi a disposizione gli espositori Yankee Candle.

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