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Recensione: Gli amici silenziosi di Laura Purcell

di Verdiana Quattrocchi

In una tenuta di campagna due donne, Elsie e Sarah, si trovano ad affrontare un oscuro passato che lentamente riaffiora e si mostra attraverso Gli amici silenziosi che da quella casa non se ne sono mai andati.

Titolo: Gli amici silenziosi (The silent companions)
Autrice: Laura Purcell
Editore: DeA Planeta Libri
Genere: horror/noir
Pagine:  p. 379
Voto: 5 / 5
Anno di pubblicazione: 2018
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Le parole le ribollivano in petto. Le facevano male le costole e le pizzicavano le labbra, tanto erano potenti. Ma erano fantasmi, echi di cose passate. Non le avrebbe pronunciate mai più.

La trama

Gli amici silenziosi è un racconto horror che ha come sfondo la campagna inglese di fine ottocento.

La giovane Elsie, che impareremo a conoscere anche come la Signora Bainbridge, rimane vedova del marito Rubert Bainbridge.  Con un bambino nel grembo e questa pena nel cuore, parte alla volta della tenuta di famiglia, chiamata The Bridge. Ad affiancarla c’è Sarah, la cugina di Rubert. Il viaggio è impervio a causa della nebbia e della strada fangosa. Dopo aver attraversato una fila di capanne decrepite, dalle quali si intravedono facce sudice di gente miserabile, arrivano a The Bridge e vengono accolte dalla servitù.

Scorse due donne vestite di nero in attesa di fronte alla casa. Due indossavano cuffietta e grembiule bianco, mentre la terza era a capo scoperto e portava i capelli stretti in una spirale che sembrava di ferro. Accanto a lei un uomo rigido dall’aria formale.

Come se l’accoglienza non sia già abbastanza inquietante, a turbare la loro permanenza in quell’angolo di campagna remoto e inospitale, c’è il ritrovamento del un diario di un’antenata dei Bainbridge, Anne, vissuta e tragicamente morta più di duecento anni prima. Il diario di Anne Bainbridge non è l’unica scoperta in quelle stanze abbandonate dal tempo e, forse, dalla volontà di chi ci ha abitato. Ammassate sotto lenzuoli, giacciono decine di figure di legno dalle sembianze realistiche e straordinariamente inquietanti. Scopriranno presto che sono quegli “amici silenziosi” che Anne si procurò allo scopo di deliziare la famiglia reale.

Me le hanno donate ad Amsterdam. Loro le chiamano “Amici silenziosi”.

Il destino di Anne e Elsie sembra incontrarsi, ci sono errori che rimangono impressi nei secoli nelle stanze di case apparentemente abbandonate. La tragica morte di Rubert, la paura nei volti degli abitanti del villaggio e gli arredi delle stanze che appaiono e scompaiono forse hanno un’unica matrice: il male.

Non era possibile spiegare la paura. si poteva solo sentirla ruggire nel silenzio e azzittire il cuore.

La mia recensione di Gli amici silenziosi

Se, come me, hai amato film con The Others o Hunting – Presenze questo è il libro che fa per te!

La copertina, con un occhio che ti fissa da una serratura, invita il lettore ad aprire il libro e sfogliarlo. Dopo averlo letto, posso dire: immergiti cautamente nella lettura. Esperta di film horror, ma del tutto vergine alla letteratura dello stesso genere, ho dovuto centellinare le pagine per evitare notti insonni a causa delle atmosfere cupe e inquietanti.

La trama è molto complessa, ma allo stesso tempo ben articolata. L’intrecciarsi di tre storie diverse: Elsie e Sarah a The Bridge, Anna e la figlia Hetta, ma anche quella di una giovane donna detenuta in un ospedale psichiatrico perché accusata di assassinio. Si alternano capitolo dopo capitolo e vengono complicate dal passato di queste donne che man mano riaffiora in ricordi o nelle scritte di una lavagnetta.

I personaggi principali sono ben delineati, nelle fattezze così come nel carattere e ancor più nello stato d’animo. Perfino i personaggi secondari hanno un ruolo ben preciso e non sono mai fuori posto. Non possono mancare i bambini, nati per sortilegio oppure non nati e gli animali dati in regalo o sacrificati.

Ne Gli amici silenziosi non c’è nulla di prevedibile, forse solo il ruolo che avranno alcuni personaggi nella vicenda. La loro morte, invece , è macabra e originale al tempo stesso, sopratutto nelle modalità. Laura Purcell, l’autrice, ha lavorato in una libreria prima di diventare una scrittrice a tempo pieno, ha saputo, a mio avviso, ben interpretare la letteratura del genere e se questo è il suo romanzo d’esordio non vedo l’ora di leggere molto altro.

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