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#1000eunafiaba: Biancaneve

di Verdiana Quattrocchi
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Trascorso il mese di gennaio, nel quale vi ho lungamente parlato in un articolo e in un video igtv di Cenerentola, a febbraio mi sono concentrata sulla fiaba di Biancaneve. Questa fiaba è stata narrata per secoli in varie forme in tutti i paesi e le lingue d’Europa, da cui fu diffusa negli altri continenti.

La versione dei Fratelli Grimm

La versione dei Fratelli Grimm è la n. 53 Biancaneve (Little snow-white). L’inizio è molto simile ad un’altra fiaba, la n. 47 Il Ginepro (The Juniper – tree) nella quale una donna si taglia un dito sbucciando una mela. Il sangue cade sulla neve e lei si trova a desiderare un figlio rosso come il sangue e bianco come la neve.

La versione tedesca, seppur differisca inevitabilmente da quella edulcorata per bambini, è, tra tutte quelle che ho letto, quella che si avvicina di più, l’unica con la presenza dei nani. Tra la prima (vedi edizione Donzelli) e la settimana stesura delle loro fiabe, i Grimm hanno apportato qualche variante sostanziale:

  • l’antagonista di Biancaneve non è la matrigna, bensì la madre;
  • i nastri con cui la madre prova ad uccidere la figlia non sono multicolore ma intrecciati con fili di seta gialla, rossa e blu esattamente come quelli usati dalla Disney per creare l’abito della principessa;
  • nel finale, Biancaneve non rinviene perché i servitori del principe inciampano casualmente, bensì per la loro collera. Uno di loro, stanco di essere costretto a scarrozzare la bara di qua e di là, apre il coperchio e assesta a Biancaneve un bel colpo sulla schiena.

Un inizio alternativo di Biancaneve

Lo stato tedesco nel quale la storia è una delle più conosciute in assoluto è l’Assia. Molte sono le varianti che provengono da lì. Vi riporto di seguito un inizio alternativo della storia di cui ci parlano i Grimm e che viene ripreso anche da Angela Carther ne La bambina di neve.

Un Conte e una Contessa passavano attraverso tre cumuli di neve bianca, e il Conte disse: “Come vorrei avere una ragazza bianca come la neve!”. Presto arrivarono presso tre fosse piene di sangue rosso, e di nuovo lui disse: “Come vorrei una ragazza con le guance rosse come il sangue!”. Infine, videro volar via tre corvi neri, e lui desiderò “una ragazza con i capelli neri come il manto di quei corvi”.

Dopo poco tempo incontrarono una ragazza bianca come la neve, rossa come il sangue, e con i capelli neri come il manto dei corvi, e lei era Biancaneve. Il Conte appena la vide entrare dentro la carrozza si innamorò di lei, ma la Contessa no, e non pensò ad altro se non a sbarazzarsi di lei. Alla fine, lasciando cadere il suo guanto, comandò Biancaneve di trovarlo, ma allo stesso tempo il cocchiere se ne andò via velocemente. A quel punto Biancaneve si ritrovò sola e arrivò dai nani. Il seguito della storia rimane invariato.

Altre varianti della fiaba raccolte dai Grimm

Una terza storia è una variante della storia narrata poco prima. In questo caso la Regina conduce Biancaneve dentro la foresta, e le domanda di raccogliere un mazzo delle più belle rose che avesse trovato, e mentre lei lo stava facendo, la Regina se ne va.

In una quarta storia è narrato che dopo la morte di Biancaneve i nani bruciano il suo corpo, la avvolgono in un lenzuolo, fanno un mucchio di legno sotto un albero, e sospendono il corpo con delle corde. Appena loro stanno per accendere il fuoco, arriva il Principe, che chiede che sia messa giù, e la porta via con la sua carrozza. Il movimento della carrozza fa uscire il torsolo della mela dalla bocca e lei riprende a vivere.

Una quinta storia ha diverse variazioni. Un Re perde la moglie, dalla quale ha avuto un’unica figlia, chiamata Biancaneve, prende in moglie un’altra donna che ha con sé tre figlie. Lei odia la figliastra a causa della sua meravigliosa bellezza e la tratta male più che può. In una caverna nella foresta vivono sette nani, che uccidono chiunque provi ad avvicinarsi. La Regina era a conoscenza di questo, e dato che non voleva uccidere Biancaneve con le sue stesse mani, decide di sbarazzarsi di lei portandola all’entrata della caverna e dicendo: “Vai dentro, e aspetta finché non torno”. Lei se ne va e Biancaneve entra dentro la caverna senza paura. I nani arrivano e all’inizio vogliono ucciderla, ma lei è così bella, che la lasciano vivere, e le dicono che in cambio lei deve riassettare la casa per loro. Biancaneve, tuttavia, ha un cane chiamato “Mirror”, e ora che lei è via, lui sta nel castello, ed è pieno di dolore. La regina allora gli domanda (lascio la versione inglese perché è molto chiara e melodica):

Mirror, mirror beneath the bench,
Look in this land, look in this land,
Who is the fairest in Engelland?

Il cane risponde, “Biancaneve con i sette nani è molto più bella che la mia Regina con le sue tre figlie”. Così si rende conto che Biancaneve è ancora viva e prepara dei lacci avvelenati. Con questi va nella caverna e chiama Biancaneve chiedendole di aprirle la porta. Biancaneve non lo fa perché i sette nani le hanno severamente vietato di lasciar entrare qualunque essere umano, e di sicuro non la matrigna che ha tentato di ucciderla. La Regina tuttavia dice a Biancaneve che ora non ha le sue figlie, che un cavaliere l’ha derubata e che lei vorrebbe vivere con lei e vestirla in maniera carina.

Biancaneve ha pietà di lei e la fa entrare, e quando la Regina mette allaccia i nastri avvelenati sul corpo di Biancaneve lei cade morta e la Regina se ne va. Ma i sette nani quando arrivano prendono un coltello e tagliano i nastri in due, e Biancaneve torna a vivere. Ed ora la Regina domanda a Mirror (il cane) sotto la panchina, e lui le da la stessa risposta. Allora lei ci riprova con dei nastri per capelli avvelenati e anche questa volta Biancaneve muore fino all’arrivo dei nani. Il terzo tentativo con la mela avvelenata è quello che va a buon fine. Allora i nani non riuscendo a riportare in vita Biancaneve costruiscono una teca in argento nella quale riporre il suo corpo e la adagiano accanto ad un albero di fronte alla caverna.

Un Principe passa di lì, e chiede ai nani la teca, e se la porta con sé, una volta portata a casa la adagia su un letto e la veste come se fosse ancora viva e la ama sopra ogni cosa. Un servo deve vegliare sempre su di lei, ma un giorno si arrabbia e rivolgendosi al corpo di Biancaneve dice: “La fanciulla è morta viene trattata come se fosse ancora in vita” e le da un colpo che provoca la fuoriuscita del pezzo di mela e Biancaneve torna a vivere.

Le varianti italiane

Per quanto riguarda le versioni italiane, facciamo riferimento a Gianbattista Basile con La Schiavottella (contenuta ne Il racconto dei racconti) e alla Fiabe Italiane di Italo Calvino in cui troviamo la versione bolognese n. 50 Giricoccola, in cui la protagonista deve difendersi dalla gelosia delle sorelle e quella abruzzese n. 109 La bella Venezia nella quale, al posto dei sette nani, figurano dodici ladroni.

Il tema cardine de La Schiavottella è la gelosia, quella vertigine che fa girare la testa, quella febbre che scalda le vene…Biancaneve prende il nome di Lisa, e le uniche cose che ha in comune con la fiaba dei Grimm sono la presenza di una donna gelosa e ben sette teche in vetro nelle quali è rinchiusa. Mi ha colpito l’estrema cattiveria con la quale viene trattata la nostra eroina, le tagliano i capelli e la picchiano tanto che la bambina si fa regalare una pupattola verso la quale lei stessa scaricherà il suo dolore e frustrazione. Immancabile anche qui, come ne La Gatta Cenerentola, la consueta maledizione e un detto popolare finale.

Alcune varianti Europee

Una versione Viennese della storia ci sono tre sorelle di cui Biancaneve è la più carina e la più giovane. Le altre due la odiano, e la mandano in giro per il mondo con una fetta di pane e una brocca d’acqua. Biancaneve arriva in una montagna ghiacciata in cui si trova la casa dei nani. Ed ora quando le due sorelle chiedono allo specchio quale sia la più bella, lui risponde:

La più bella è sulla montagna ghiacciata insieme ai nani

Allora le mandano là una pozione avvelenata. In questa versione alla fine i nani producono delle scarpette di acciaio, le riscaldano finché non diventano roventi e le mettono ai piedi della matrigna, che è forzata a danzare finché non si bruciano i piedi.

C’è una variante svedese che si intitola La figlia del sole e i 12 principi stregati. Si trova all’interno del volume Fiabe popolari svedesi edito Rizzoli che è da preferire a quello Iperborea in quanto ha numero di fiabe molto più cospicuo e copre tutte le varianti di tutte le fiabe più o meno conosciute.

Pushkin scrisse la serie di fiabe in versi tra cui La storia della tsarevna morta e dei sette bogatyri. Da qui è anche stato tratto un film del 1951.

La versione inglese di Angela Carter a cui accennavo all’inizio dell’articolo è La bambina di neve e la trovate nel vol. 1 de Nell’antro dell’alchimista nella sezione “La camera di sangue ed altri racconti”. Angela Carter è rinomata per le sue versioni cruente delle fiabe, tanto da essere adatte ad un pubblico adulto. , . In questo caso, ho trovato la storia molto forzata, frettolosa e davvero poco gradevole a mio gusto personale. Nel tentativo di sconvolgere il lettore, Angela Carter ha l’unico effetto di lasciarlo basito.

Dove approfondire i significati psicoanalitici della fiaba

Un testo di riferimento per conoscere la maggior parte delle fiabe più note, è Il mondo incantato di Bruno Bettlheim. In particolare, da pagina 192 a pagina 207, potete trovare un approfondimento specifico su Biancaneve.

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