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#1000eunafiaba: Rosaspina

di Verdiana Quattrocchi
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Chiudiamo il primo ciclo di fiabe con un’altra principessa. Dopo Cenerentola e Biancaneve, oggi vi parlo di Rosaspina! Mentre molte fiabe pongono l’accento sulle grandi imprese che gli eroi devono compiere per diventare se stessi, La Bella addormentata (variante della fiaba di Charles Perrault) sottolinea anche la necessità di una lunga e calma concentrazione e del ripiegamento su se stessi.

La versione dei Fratelli Grimm

Con mia grande sorpresa, Rosaspina (Little Briar-Rose, la n.50 della settima edizione delle fiabe dei Fratelli Grimm che ho letto in questa edizione) non è una fiaba molto lontana dall’immaginario comune. Gli elementi principali e più conosciuti ci sono tutti: i doni delle 13 fate, la maledizione tramite un fuso, il sonno eterno e il bacio del principe. Per la verità ci sono state alcune cose che mi hanno lasciata un po’ perplessa, come la motivazione che spinge il re a non invitare la fata cattiva: …nel suo regno c’erano 13 fate, ma egli aveva soltanto 12 piatti d’oro per il pranzo; e perciò una dovette starsene a casa...

Quella dei Fratelli Grimm è, in conclusione, una fiaba molto breve, forse troppo se paragonata alle versioni che vi illustro qui di seguito, e con nessuna “novità”.

Le varianti italiane

A chi fortuna tiene persino quando dorme piove il bene

Ed è quello che succede a Talia, la Rosaspina della fiaba di Gianbattista Basile (Sole, Luna e Talia) che trovate ne Il racconto dei racconti. Talia si punge con una lisca di lino e cade in un sonno profondo che passerà seduta su una sedia di velluto adagiata sotto un baldacchino di broccato. Il Principe che la trova se ne innamora talmente tanto da non limitarsi ad un semplice bacio ma “ne coglie i frutti dell’amore”, frutti che prenderanno il nome si Sole e di Luna e saranno proprio loro a farla rinvenire. Non manca neppure in questa versione una donna gelosa, in questo caso non una fata, bensì l’ennesima moglie tradita.
Si può ravvisare, per questa versione, una discendenza mitologica in quanto ricorda, nelle dinamiche, Il mito di Latona,  Tra i personaggi c’è l’amante (Latona) di un re già sposato (Zeus) che, si attira le ire di una moglie tradita (Era) e che mette alla luce due gemelli: Apollo e Artemide, ossia il Sole e la Luna nella mitologia classica. Era allora la perseguita tramite il Serpente Pitone che verrà ucciso dalle frecce di Apollo. In molte versioni della fiaba la moglie tradita (o la suocera cattiva) vuole gettare l’amante (o la nuora) in una fossa piena di serpenti.

La versione regionale che raccoglie Italo Calvino è calabrese ed è la n. 139 (la trovate nelle Fiabe italiane edito Mondadori) “La bella addormentata ed i suoi figli“. Questa volta non è la cattiveria di una far addormentare la principessa, ma l’amore di una mamma desiderosa di avere un bambino: Madonna mia, fammi avere una figlia anche se fosse per farmela morire a quindici anni per essersi punta con un fuso!

La versione francese di Charles Perrault

La versione di C. Perrault è, fino ad un certo punto, pressoché uguale a quella dei Grimm, ma più ricca di dettagli. Qui le fate sono 7 e non 13, e la scusa per non invitare quella cattiva è più plausibile: …perché da oltre cinquant’anni non usciva più dalla sua torre, e tutti la credevano morta o incantata… Il re e la regina vengono risparmiati dalla maledizione, a differenza di tutto il resto che si trova nel castello, persino Pussy, la piccola cagnolina della principessa (per tutta la fiaba viene chiamata così, mai con un nome proprio).

Ho trovato questa versione anche più scorrevole e divertente. Perrault aggiunge elementi umoristici alla fiabe che racconta. Introduce così dettagli che avviliscono il carattere delle fiabe, come quando narra del principe, che si fa attendere più di 100 anni, e vorrebbe canzonare la principessa per gli abiti che indossa: …lui si guardò bene dal farle osservare che era vestita come la sua bisnonna e aveva un colletto che le arrivava fino agli orecchi; non per questo era meno bella. Come se gli eroi e le eroine delle fiabe non vivano in un mondo dove la moda non cambia.

Mentre la versione tedesca termina con le nozze dei due innamorati, quella francese ci racconta cosa succede dopo, quasi come se siano due fiabe in una.Il principe e la principessa hanno due bambini: una femminuccia, Aurora, ed un maschietto, Sole, bambini che avranno a che fare non più con una strega cattiva, ma con una nonna molto particolare… un’orchessa/Regina!

La versione inglese di Angela Carther

La versione inglese e più moderna di Angela Carther la trovate Nell’antro dell’alchimista vol. I (sezione La camera di sangue e altri racconti) edito Fazi Editore, e prende il nome di “La signora della casa d’amore“. In questa fiaba la scrittrice introduce elementi horror tipici della sua scrittura gotica come spettri e vampiri.

Il cartone animato della Disney

Nel film prodotto dalla Walt Disney del 1959, il nome della Principessa è Aurora. In base alle varie versioni lette è curioso vedere come la protagonista prenda il nome della figlia. Ma questa novità non è stata introdotta dalla multinazionale statunitense più amata dai bambini, ma da Pëtr Il’ič Čajkovskij nel balletto La Bella Addormentata del 1890, ed è proprio a questo che la Disney si ispira prendendone anche le musiche.

La fata cattiva dei Grimm è un po’ lontana dal personaggio crudele di Malefica. Si limita, infatti,  a lanciare una maledizione all’inizio della storia. Ancora una volta è il balletto ad influenzare il cartone con il personaggio della Fata Carabosse (il nome è preso in prestito a sua volta dalla fiaba La principessa primavera di Madame D’Alnoy), che consegna direttamente il fuso ad Aurora e si batte con il Principe Desiré.

Dove approfondire i significati psicoanalitici della fiaba

Un testo di riferimento per conoscere la maggior parte delle fiabe più note, è Il mondo incantato di Bruno Bettlheim. In particolare, da pagina 216 a pagina 227, potete trovare un approfondimento specifico su La Bella addormentata.

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