Home Libri Recensione: La perla di John Steinbeck – un’inaspettata fortuna può essere una rovina

Recensione: La perla di John Steinbeck – un’inaspettata fortuna può essere una rovina

di Verdiana Quattrocchi

Una perla trovata in fondo al mare e un pescatore messicano che costruisce il sogno di una vita migliore.

TITOLO: La perla (The Pearl)
AUTORE: John Steinbeck
EDITORE: Bompiani
PAGINE: 106 p., brossura
VOTO: 4/5
Acquistalo su Amazon*: https://amzn.to/2KX8abY

La trama

Tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo domandati cosa avremmo fatto con un ingente somma di denaro se mai ne avessimo avuto l’occasione. Ma pochi di noi si interrogano sulle ripercussioni che il nostro animo avrebbe. La perla è la storia di un’improvvisa fortuna che si rivela una condanna.

Kino è un pescatore indio, la sua vita si divide tra l’attività di pescatore e quella di padre di famiglia. Vive con la moglie Juana, il figlio Coyotito e un timido cane tutt’ossa. Le difficoltà, accentuate dalla sua mancanza di istruzione, non tardano ad arrivare. Il piccolo Coyotito ancora non sa parlare eppure già combatte un’atroce sofferenza dovuta al morso di un serpente.

Se vivi in un contesto nel quale vige la legge del più forte e la tua salute è legata alla saggezza popolare prima o poi devi rivolgerti a qualcuno più istruito di te, proveniente da un altro contesto sociale e probabilmente poco propenso ad aiutarti. Il dottore al quale si rivolgono ha di meglio da fare che occuparsi delle punture di insetto dei poveri indios. Vista la situazione economica non avrebbero potuto pagare, così li liquida affliggendogli un ulteriore umiliazione sostenendo di essere un dottore e non un veterinario.

Ma la fortuna e la perseveranza di Kino vengono premiate. Il quel Golfo, in cui ci sono più illusioni che realtà, trova una perla perfetta come la luna. E’ così che Kino inizia a sognare. La speranza di un futuro migliore, il matrimonio con Juana e sopratutto l’istruzione di Coyotito. Kino è intelligente, ma l’intelligenza talvolta non basta quando non sai cosa ci sia scritto sui libri. La speranza è che il figlio legga, impari e così anche loro sapranno.

Mio figlio andrà a scuola. […] Mio figlio leggerà e aprirà i libri, e mio figlio scriverà e saprà scrivere. E mio figlio farà di conto, e tutto questo ci renderà liberi, perché saprà, e attraverso lui anche noi sapremo.

Kino, però, finisce ben presto ad essere il nemico di tutti, e probabilmente anche di se stesso.

La mia recensione

Questa è stata la prima lettura con la quale ho affrontato un mostro sacro della letteratura americana e mondiale, John Steinbeck. Scrittore statunitense di inizio novecento, per le sue scritture realistiche ed immaginative, unendo l’umore sensibile e la percezione sociale acuta si aggiudica nel 1962 il Premio Nobel per la letteratura.

Ho scelto questa lettura perché sapevo, a ragione, che mi avrebbe lasciato un insegnamento e perché aprendo il libro a pagina 31 ho potuto leggere una delle migliori descrizioni di città che abbia mai letto:

Una città è come una bestia coloniale. Una città ha un sistema nervoso e una testa e spalle e piedi. Una città è una cosa distinta da tutte le altre, così che non vi sono due città che siano eguali. Una città è un nodo di emozioni.

La perla è la rielaborazione di un aneddoto che Steinbeck riporta nelle pagine di The Sea of Cortez: a Leiusurely Journal of Travel and Research che è il risultato di un viaggio a bordo di un peschereccio lungo le coste della California insieme al suo amico e biologo Ed Rickeetts. Steinbeck a proposito afferma:

Ha tutta l’aria di una storia realmente accaduta, e però è così simile a una parabola che non sembra vera.

La lettura risulta piacevole e molto scorrevole anche per il tipo di linguaggio utilizzato. La perla non appartiene al genere realistico e qui Steinbeck, a differenza di quel che aveva fatto in Pian della Tortilla e in Furore (premiato appena uscito col National Book Award, nel 1940 col Premio Pulitzer e un American Booksellers Book of the Year Award), non ricorre mai, nemmeno nei dialoghi, alla parlata quotidiana dei personaggi, che sono infatti disciplinati da un modo di esprimersi conforme alla lingua del narratore.

Ha l’aspetto di una favola per l’insegnamento relativo all’etica e al giusto comportamento. La perla non è il suo romanzo più conosciuto e non è forse quello che gli rende più giustizia. Io personalmente apprezzo le letture più corpose che ti accompagnano le corso di più giorni anziché le letture fugaci seppur pregne di significato.

Aiutami ad acquistare nuovi libri con l’Affiliazione Amazon

*Sono affiliata ad Amazon, dunque cliccando su Amazon e acquistando (entro 24h) il libro di cui ti ho parlato percepirò una commissione per un massimo del 10%. Tu non avrai alcun costo aggiuntivo, ma Amazon, pagandomi in buoni spendibili sul suo stesso sito, mi darà l’opportunità di per comprare libri di cui potrò parlarti sul blog e sulla mia pagina Instagram.

Lascia un commento

* Usando questo form aderisci alle condizioni generali sulla privacy di questo blog. La tua privacy per noi è importante.

Questo sito utilizza cookies per migliorare la tua esperienza. Utilizzando il sito accetti la nostra cookie policy, ma sei libero di eliminarli quando desideri. Accetto