Home Sfide di lettura#PLLBookChallenge Grandi Speranze citato in Pretty Little Liars

Grandi Speranze citato in Pretty Little Liars

di Verdiana Quattrocchi

In Grandi speranze motivi fiabeschi si contrappongono al tema dell’ascesa sociale di un apprendista fabbro.

Titolo: Grandi speranze (Great Expectations)
Autore: Charles Dickens
Anno prima edizione originale: pubblicato a puntate tra il 1860-61
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Ho letto Grandi speranze grazie alla mia challege di lettura ispirata dalla serie tv Pretty Little Liars (#PLLBookChallenge) di cui vi parlo in questo articolo.

Una volta per tutte: spesso, anche se non sempre, mi resi conto, patendone, che l’amavo contro ogni possibile ragione, promessa, pace, speranza, felicità, contro ogni possibile scoraggiamento. Una volta per tutte: non l’amai di meno, rendendomene conto, né me ne sentii frenato, più di quanto mi sarei lasciato frenare se l’avessi fervidamente creduta la perfezione fatta persona. (Pip)

Nel 1859 Dickens lasciò «Household Words» a causa di una controversia sorta con l’editore, e quasi subito lanciò un altro settimanale, «All the Year Round», che lasciva maggiore spazio riservato alla narrativa. Gli ultimi romanzi di Dickens sono perciò meno direttamente legati ai temi d’attualità rispetto ai precedenti.

Il nuovo giornale esordì con il romanzo storico Racconto di due città (1859), generalmente trascurato dai critici, al quale seguì Grandi speranze (1860-1861) considerato di gran lunga il suo romanzo di maggior peso artistico e quello scritto meglio. Come David Copperfield è autobiografico e rappresenta la favola più alta che Dickens abbia concepito sull’arrivismo.

La trama

La vita del giovane Pip, orfano e malvoluto dalla sorella, cambia la vigilia di Natale del 1812 dando soccorso ad un evaso. Questo gesto di compassione (misto a paura) porterà Pip a vivere tante situazioni al limite tra il sensazionalistico e il grottesco. Riceve una somma di denaro da un benefattore sconosciuto e conosce Miss Havisham. Questa eccentrica donna vive a Satis House con una giovane ragazza, Estella, e con quello che rimane delle sue nozze mai avvenute: indossa perennemente il suo abito da sposa e mantiene intatto il banchetto nuziale…torta compresa!

Le umili origini e la grossolana educazione di Pip diventano per lui motivo di vergogna tanto da portarlo a rinnegare le sue origini e chi gli ha voluto bene nel suo passato.

La mia recensione di Grandi Speranze

«Ti dirò» disse con lo stesso rapido appassionato sussurro, «cos’è il vero amore. È devozione cieca, silenziosa umiliazione, sottomissione totale, fede assoluta contro se stessi e il mondo intero, abbandono del proprio cuore e della propria anima all’aguzzino – come ho fatto io!» (Miss Havisham)

Se‎ c’è‎ un‎ personaggio‎ letterario‎ che‎ rispecchia‎ a‎ pieno‎ quello‎ di‎ Allison‎ de Laurentis è‎ proprio‎ quello‎ di‎ Estella.‎ Ragazza‎ bellissima‎ ma‎ assolutamente‎ senza‎ cuore,‎ forgiata‎ con‎ una‎ precisa‎ missione:‎ spezzare‎ il‎ cuore‎ agli‎ uomini.‎

le ho rubato il cuore mettendo ghiaccio al suo posto. (Miss Havisham)

Allison però ha‎ proprio‎ ragione‎ quando‎ dice‎ che‎ i‎ nomi‎ dei‎ personaggi‎ “sembrano‎ quelli‎ dei‎ pupazzi‎ di‎ pezza”.‎ La‎ galleria‎ di‎ personaggi‎ che‎ ci‎ offre‎ Dickens‎ sembra‎ avere‎ molto‎ a‎ che‎ fare‎ con‎ il‎ pittoresco,‎ a‎ tratti‎ addirittura‎ con‎ il‎ grottesco.‎

⁣L’«io» del narratore è posto saldamente al centro degli eventi perfino quando questi riguardano soprattutto altri. Pip come narratore si piazza sempre al centro delle scene a Satis House, anche se l’interesse del lettore è inequivocabilmente per Miss Havisham ed Estella. Il romanzo assume così la forma di un Bildungsroman (romanzo di formazione).

⁣⁣Non‎ ricordavo‎ quanto‎ Charlse Dickens fosse‎ bravo‎ nell’affiancare‎ descrizioni‎ terribili‎ della‎ miseria‎ e‎ del‎ crimine‎ a‎ episodi‎ umoristici‎ e‎ comici.‎ Peccato‎ che‎ nel‎ corso‎ del‎ romanzo‎ questa‎ nota‎ umoristica,‎ resa‎ bene‎ dall’uso‎ della‎ prima‎ persona,‎ si‎ perda‎ per‎ lasciare‎ spazio‎ ad‎ un‎ susseguirsi‎ di‎ eventi‎ che‎ hanno‎ troppo‎ a‎ che‎ fare‎ con‎ il‎ sensazionalistico.‎

⁣⁣Forse‎ non‎ è uno‎ dei‎ libri più‎ conosciuti dell’autore,‎ ma‎ a‎ mio‎ avviso‎ rimane‎ il‎ più‎ ionico.‎ Le parti iniziali in cui Pip veniva bistratto dalla sorella le ho trovate esilaranti. Penso‎ che‎ l’immagine‎ della‎ vecchia‎ zitella‎ che‎ non‎ si‎ toglie‎ mai‎ l’abito‎ da‎ sposa,‎ che‎ vive‎ in‎ una‎ casa‎ in‎ cui‎ il‎ tempo‎ si‎ è‎ fermato‎ tranne‎ per‎ la‎ torta‎ nuziale‎ in‎ putrefazione‎ renda‎ bene‎ il‎ concetto.‎

Venivo trattato come se mi fossi intestardito a venire al mondo, sordo ai dettami di ragione, religione e moralità, e anche alle argomentazioni dissuasive dei miei migliori amici. Persino di fronte all’acquisto di un completo nuovo, il sarto aveva l’ordine di farne una specie di strumento di detenzione, e di non lasciarmi in nessun caso il libero uso degli arti. (Pip)

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