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Harry Potter Exhibition

di Verdiana Quattrocchi

Arriva a Milano la mostra ispirata ai set dei film di Harry Potter. E’ possibile così vedere la magnifica abilità artigianale dietro i costumi autentici, gli oggetti di scena e le creature fantastiche dei film.

Dove come quando

Dopo il successo di New York, Sydney, Londra e Madrid, dal 12 maggio al 9 settembre 2018 arriva alla Fabbrica del Vapore di Milano la 18esima tappa dell’Exhibition dedicata al Mondo cinematografico di Harry Potter.
E’ possibile acquistare i biglietti sul sito www.harrypotterexhibition.it o su www.ticketone.it o presentandosi agli orari di apertura del botteghino. Il noleggio delle audioguide si può effettuare sia on line che direttamente in fiera. Io personalmente non ho usufruito di questo servizio.

L’acquisto del biglietto è vincolato non solo alla data, ma anche all’orario nel quale decidete di visitare la fiera. Il tempo che impiegherete per visitarla sarà di circa un’ora – un’ora e mezza. E’ opportuno presentarsi circa mezz’ora prima dell’orario d’ingresso e munirsi di acqua, cappellino e/o occhiali da sole perché l’attesa sarà interamente sotto lo splendido sole di Milano in piena estate.

Per ulteriori informazioni su costi e trasporti potete visitare la pagina: http://harrypotterexhibition.it/it/info/.

La mostra

La mostra si apre con lo smistamento nelle case. Un Prefetto invita il bambini presenti nel gruppo a sedersi e a sottoporsi al giudizio del cappello parlante. Ovviamente, anche se siete dei trentenni cresciuti con Harry Potter avete tutto il diritto di alzare la mano e pretendere lo stesso trattamento degli under ten. Io l’ho fatto.
Dopo l’insindacabile giudizio del cappello, la mostra ha inizio.

Percorrere la mostra è molto emozionante, di fronte alla porta d’accesso alla casa di Grifondoro vi verrà spontaneo urlare: Caput Draconis! E guarderete i vostri amici col fare altezzoso di Hermione che sottolinea: Io so tutto, persino le parole d’ordine. E in effetti vi sembrerà di poter fare voi da guida. Scoprirete di riconoscere ogni minimo oggetto o costume. E credetemi che ce ne sono tantissimi.

La mostra non segue un arco temporale, bensì una logica spaziale. Riproduce sommariamente Howards. Dalla sala comune di Grifondoro si passa alla camera di Harry e, a seguire le varie aule. L’aula di Pozioni, con gli abiti e le pozioni del Professor Piton, quella delle Arti Oscure con l’armadio contenente il Molliccio, e persino uno spazio tutto rosa dedicato alla Professoressa Umbridge.

Non manca neppure il dettaglio del Gramo nell’aula di divinazione e giochi per divertire i più giovani come dissotterrare le mandracole o fare canestro con la pluffa nelle “porte” del Quiddich. La foresta proibita è forse la parte meno entusiasmante, salvo che per la capanna di Hagrid. Lì troverete tutto sovradimensionato, sopratutto la poltrona nella quale sarete invitati a sedervi (anche se il termine più adeguato è sdraiarvi).

La parte finale della mostra riguarda il mio film preferito: Harry Potter e il Calice di Fuoco. Ci sono costumi del ballo, l’immancabile calice del torneo tremaghi e persino i bigliettini di Harry, Diggory, Krum e Fleu. I costumi e gli oggetti sono racchiusi nella Sala principale che, a mio parere, si rivela una location poco riuscita.
La mancanza dei set al di fuori di Hogwarts si sente.

 

C’è poco o nulla che riguarda la casa dei Duddley, la stazione londinese, la Gringott, Diagon Alley. Harry Potter non è solo costumi o oggetti di scena, ma anche scenografia.

Prima di terminare la mostra passerete da un set fotografico. Vi verrà fornita la divisa della casa che preferite e sarà possibile farvi fare una foto che ritirerete subito dopo. Il costo di questo servizio è di 20 euro.

 

Il merchandising

Veniamo quindi alla nota dolente. A meno che non abbiate intenzione di spendere 40 euro per una bacchetta di plastica o 30 euro per la mappa del malandrino, o ancora 65 euro per una collana con il giratempo, beh ne uscirete a mani vuote. E non fatevi ingannare dagli scaffali con quelle bellissime confezioni, il ragazzo che vi sta vendendo le bacchette non è Ollivander e quelle non sono bacchette di pregiato agrifoglio con piuma di fenice annessa.

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